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La Fédération Internationale de l’Automobile (FIA) ha approvato ufficialmente l’introduzione della nuova categoria Rally6, definendo il nuovo gradino d’ingresso alla piramide rallistica internazionale. Pensata per abbattere drasticamente le barriere economiche d’accesso al motorsport, la classe si basa su vetture strettamente derivate dalla produzione di serie e su una meccanica essenziale e semplificata.
Con un valore stimato per la vettura compreso tra i 35.000 e i 47.000 euro, la nuova regolamentazione intende spalancare le porte delle prove speciali a giovani piloti, equipaggi amatoriali e piccole strutture private, offrendo un’alternativa sostenibile ma ad elevato valore formativo.

Filosofia e scheda tecnica: derivate dalla serie e meccanica tradizionale
L’impostazione regolamentare approvata dal Consiglio Mondiale FIA trae diretta ispirazione dall’esperienza della formula FR6, sviluppata con successo nel panorama nazionale francese. La struttura tecnica fa della semplicità il suo punto di forza:
- Trazione e Carrozzeria: Vetture esclusivamente a due ruote motrici (2WD), allestite sulla base di modelli stradali a quattro posti comunemente reperibili sul mercato.
- Motorizzazioni: Due le opzioni ammesse dal regolamento: un propulsore 1.6 litri turbocompresso oppure un 2.0 litri aspirato.
- Trasmissione: Utilizzo di un cambio manuale tradizionale con schema ad H, escludendo le più onerose soluzioni sequenziali.
- Assetto e Sospensioni: Ammortizzatori da competizione non regolabili, una scelta precisa volta a limitare la complessità della messa a punto, contenere le spese di preparazione e azzerare i costi d’esercizio per le regolazioni avanzate.
- Standard di Sicurezza: Requisiti di sicurezza e strutture protettive equivalenti a quelli stabiliti per le vetture di classe Rally5-Kit.
L’impiego massiccio di componenti derivati dalla serie consente non soltanto di abbassare il prezzo d’acquisto iniziale, ma anche di agevolare l’intervento meccanico e la gestione sul campo da parte di piccoli team privati.

Analisi dei costi e impatto sui campionati
Se la cifra stimata dalla Federazione (35.000-47.000 €) rappresenta il costo di partenza dell’automobile, il reale successo economico della Rally6 si giocherà sulla gestione dell’intera stagione agonistica: la semplicità meccanica e il cambio tradizionale ridurranno l’incidenza di manutenzione, ricambi e revisioni rispetto alle categorie superiori.
La classe Rally6 si posiziona così alla base del percorso di crescita della FIA, configurandosi come una palestra ideale per i giovani piloti che devono accumulare chilometri su strada, affinare la stesura delle note con il navigatore e imparare la gestione di gara, oltre che come un’opportunità concreta per i piloti amatoriali in cerca di un programma sostenibile. La concreta diffusione della categoria dipenderà ora dall’adozione del regolamento da parte delle singole federazioni nei campionati nazionali, dall’interesse dei costruttori nella fornitura dei kit e dalla disponibilità della rete ricambi sui campi di gara.
LA REDAZIONE
